lavanderie RFID

RFID per lavanderie industriali: se la biancheria è smart il servizio è migliore

RFID per le lavanderie industriali  significa semplificare la gestione portando una nuova intelligenza che, attraverso la tracciabilità e la rintracciabilità della biancheria, permette di rispondere al meglio alle esigenze logistiche tipiche di questo genere di servizi. La soluzione proposta da Tenenga si compone di speciali tag UHF applicati alle etichette cucite sui capi (progettati per resistere ad agenti chimici, alte temperature e oltre 300 cicli di lavaggio) e personalizzabili, unitamente a un applicazione dedicata, che segue la movimentazione del capo dalla presa in carico alla riconsegna, registrando in modo puntuale tutte le fasi di lavorazione. 
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Etichettatura intelligente nelle smart city

Hotellerie, ristorazione, ospedali ma anche case di riposo e piccole e grandi comunità ogni giorno gestiscono migliaia di capi tra tovaglie, tovaglioli, asciugamani, lenzuola, federe, coperte, trapunte, tende, camici o divise. Che si gestisca il servizio internamente o si esternalizzi, l’industrializzazione dei processi comporta una movimentazione serrata molto difficile da governare. L’inventario manuale richiede molto tempo, senza contare il fatto che i capi sono molto simili e spesso vengono confusi, oltre che smarriti o persi.

La chiave della soluzione? L’identificazione automatica, ovvero l’utilizzo di etichette intelligenti che consentono di identificare ogni singolo capo in maniera univoca, velocizzando così in modo automatico la presa in carico, la movimentazione annessa a tutti processi associati di lavaggio, asciugatura e stiratura per erogare servizi ad altissima efficienza. La chiave di volta? La tecnologia RFID (Radiofrequency IDentification).

Tag Rfid per lavanderie industriali? È la qualità del servizio a fare la differenza

lavanderia industriale RFIDL’utilizzo della tecnologia Rfid permette alle lavanderie industriali nuove economie di scala con un’offerta prezzo/prestazioni ad alto valore aggiunto. 

L’identificazione automatica ha il suo valore in un apposito microchip che, apposto a supporti diversi a seconda dell’uso, sfrutta il principio dell’induzione elettromagnetica. Sollecitato da un reader RFID, infatti, il tag attiva un processo automatico di comunicazione e di scambio dei dati in lettura e scrittura. All’interno del tag la memoria elettronica contiene le informazioni. Il valore aggiunto? Più di uno: innanzitutto che il costruttore all’interno del tag inserisce un codice seriale identificativo unico ( detto TID – Transponder IDentification o UID – Unique Identifier) che, non potendo essere falsificato, costituisce un sistema di identificazione non solo univoco ma anche certo che introduce in azienda un sistema di tracciabilità e rintracciabilità assolutamente efficace ed efficiente.

Un altro plus dei tag RFID è che, a differenza dei barcode, possono essere letti in maniera massiva, ovvero tutti contemporaneamente anche quando gli oggetti a cui sono apposti si trovano impilati, sovrapposti, chiusi in una scatola, oppure distribuiti in uno spazio anche molto ampio come può essere un magazzino. In sintesi, quando entra nel campo di azione di un lettore RFID (da pochi centimetri ad alcune decine di metri) il tag viene svegliato e, senza bisogno di alimentazione (nel caso di un tag passivo oppure utilizzando la sua batteria interna nel caso di un tag attivo), risponde al lettore, riflettendo un segnale di risposta che viene decodificato dal lettore.

Una lavanderia, dunque, associando un etichetta intelligente a ogni singolo capo fa sì che il sistema lo riconosca in maniera univoca in ogni punto della filiera in cui questo si trovi, aggiornando di volta in volta lo stato del processo di lavorazione.

Nell’etichetta, infatti, è contenuto un apposito tag che resiste alle alte pressioni della pressa e alle temperature di lavaggio e del mangano. Sul tag vengono memorizzate le informazioni che creano l’associazione con il relativo proprietario, andando a specificare tutte le caratteristiche ad esso correlate (es. taglia, colore, tessuto, manica e via dicendo). La procedura determina numero e tipologia di capi, permettendo di ottimizzare il ciclo del servizio secondo criteri massimamente funzionali, evitando sprechi ed errori sia in fase di ricezione che di consegna, registrando data, ora, numero di capi consegnati e relativa tipologia.

tracciabilità RFID biancheriaGrazie all’informatizzazione delle attività di presa in consegna della biancheria sporca e di riconsegna di quella pulita, infatti, è possibile applicare una tariffazione in base al numero effettivo di indumenti lavati (e non più in base al peso complessivo dei capi presi in carico). Inoltre, le etichette intelligenti abbattono i tempi di smistamento durante il processo di lavanderia, evitando lunghe e laboriose conte manuali, con conseguente abbattimento dei costi di gestione.  

L’uso dell’Auto-ID a base RFID consente anche di ridurre le scorte a magazzino e presso i clienti dei capi, grazie a una monitoraggio estremamente puntuale e preciso di quanti capi il cliente usa realmente, ottimizzando la rotazione delle scorte/capi. La tracciabilità e la rintracciabilità delle informazioni gestite coi tag, infatti, migliora ulteriormente la qualità del servizio perché contando il numero di lavaggi a cui è stato sottoposto ogni capo permette di verificarne il grado di usura per intervenire proattivamente alla programmazione della sostituzione senza generare out of stock o disservizi.

Oltre al numero di lavaggi, nelle etichette è possibile anche inserire informazioni sulla migliore tipologia di lavaggio per ogni singolo indumento, in modo tale da preservarne al meglio l’integrità e quindi la sua durata. Non da ultimo, l’identificazione automatica evita l’errore umano che può portare allo smarrimento o allo scambio di indumenti.

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