Anticontraffazione

Sistemi anticontraffazione: si deve e si può. Ecco le 4 tecnologie più all’avanguardia

Quando si parla di sistemi anticontraffazione in gioco non c’è soltanto la tutela del patrimonio produttivo nazionale e di quel famoso made in Italy che ci rende ancora speciali al mondo. In gioco ci sono anche la salvaguardia del lavoro di chi opera nelle filiere,  i rischi penali e pecuniari e spesso la fiducia ma anche la salute dei consumatori. Farmaci contraffatti o prodotti non a norma, ad esempio, sfuggendo ai controlli di qualità e conformità imposti dai legislatori possono avere ripercussioni anche gravi sulla salute. Non solo: chi opera fuori dalla legalità spesso sfrutta risorse umane, sottoponendole a condizioni di lavoro inaccettabili. I sistemi anticontraffazione non solo tutelano i consumatori dai falsi, ma protegge la qualità della catena produttiva e distributiva, valorizzando la verità dell’informazione.

Anticontraffazione

Anticontraffazione: come e perché

L’anticontraffazione è una strategia che si può mettere in pratica utilizzando tecniche di identificazione che, per essere funzionali ed efficaci, devono consentire la tracciabilità  e la rintracciabilità (tracking & tracing) delle informazioni. La tracciabilità, infatti, è il processo che segue il prodotto, da monte a valle della filiera produttiva, e consente di memorizzare opportune informazioni (tracce) ad ogni stadio attraverso cui il prodotto passa. La rintracciabilità, invece, è il processo inverso, in cui si raccolgono le informazioni precedentemente rilasciate. Queste informazioni, registrate in un archivio, possono essere recuperate e consultate in ogni momento a chi abbia autorizzazione all’accesso.

Ecco 3 motivi per cui è importante scegliere una soluzione anticontraffazione:

1) Tutela del Brand

La Brand Awareness, ovvero il valore di un marchio è un capitale che distingue l’azienda che punta all’eccellenza e alla fama e genera business, diventando di per sè uno statu symbol. In molti casi, infatti, un cliente effettua l’acquisto più sulla spinta emotiva del Brand che del valore del prodotto in sé e per sé. Ecco perché per creare il Brand le aziende investono ingenti risorse economiche e mettono in campo le loro migliori risorse umane. La concorrenza, specialmente nei paesi emergenti, sfrutta gli investimenti e l’inventiva delle aziende leader per sottrarre quote di mercato producendo prodotti palesemente contraffatti o realizzati in modo molto simile al Brand che intendono “attaccare”. L’anticontraffazione in questo caso aiuta concretamente i marchi a rimanere posizionati al top della propria categoria di riferimento.

2) Tutela del consumatore

Il consumatore attento guarda al prezzo ma anche alla qualità, ed è disposto a investire se in cambio ottiene un buon prodotto e/o un buon servizio. Non solo: il consumatore oggi è molto più informato e, prima che un prodotto, cerca informazioni. L’anticontraffazione è incentrata su tecnologie che dimostrano (e nelle soluzioni più evolute certificano) in modo chiaro e indiscutibile la verità delle informazioni relative all’origine, al tipo di lavorazione, alle componenti o agli ingredienti che costituiscono la differenza valoriale di un prodotto.

3) Tutela del canali autorizzati (anticontraffazione e grey market)

L’anticontraffazione tutela un Brand in molti modi diversi. Ad esempio, nel caso del grey market, ovvero quando una parte della produzione che sfugge ai canali distributivi autorizzati e quindi non offre né il supporto, né la qualità del servizio, né il prezzo concordati dal marchio con i canali ufficiali genera un mercato parallelo che provoca gravi danni di immagine al Brand, intaccando la marginalità. Mercati diversi richiedono diverse strategie e posizionamento del prodotto che possono incoraggiare i mercati paralleli. Per altro, il grey market crea conflittualità con la rete vendita ufficiale.

Anticontraffazione = Identificazione certa del prodotto

etichetteUn’etichetta non basta a tutelare marchi e consumatori. Mentre la protezione del Brand si può effettuare SOLO identificando in modo CERTO ed UNIVOCO il prodotto al fine di dimostrare se è originale, la protezione dal mercato parallelo si può effettuare SOLO TRACCIANDO la storia del prodotto nella sua movimentazione lungo la filiera (supply chain). Ovviamente la certificazione dell’originalità del prodotto è tanto più efficace quanto più il consumatore possa, in modo autonomo, verificare detta originalità.

Attualmente esistono varie tecnologie per identificare in modo univoco e certo un prodotto, ognuna ovviamente ha dei pro e dei contro. Escludendo i codici a barre tradizionali che sono fondamentali per i processi di tracciabilità, rintracciabilità e per la gestione della supply chain in generale, ma che sono facilmente duplicabili da chiunque, e pertanto non possono fornire garanzia di autenticità, ci sono alcune tecnologie che oltre a identificare un prodotto ne garantiscono appunto l’autenticità poiché non riproducibili. Ecco le soluzioni più all’avanguardia, che possono essere utilizzate anche su prodotti di valore unitario molto contenuto ma dal valore di immagine molto alto (come, ad esempio, i prodotti alimentari).

SIXTRUE
sixtrue-anticontraffazioneLa tecnologia SixTrue è la combinazione di un barcode 2D di tipo QR Code (Quick Response Code) e di un segno formato da una serie di piccole macchie colorate generate da una particolare tecnologia di stampa brevettata.

Il risultato è identico a quello di una codice esclusivo e originale, assolutamente univoco e irripetibile, proprio come un’impronta digitale: in fase di stampa, infatti, ogni segno viene associato a un valore unico seriale che viene codificato all’interno del barcode.

Il segno di SixTrue, viene generato in fase di stampa in modo assolutamente casuale che non è riproducibile neppure dallo stampatore stesso ed è assolutamente univoco. Per questo motivo è una soluzione di riferimento garantita per l’anticontraffazione. Con un plus: il consumatore può leggere con il proprio smartphone o tablet il codice e, tramite portale, verificare l’autenticità del prodotto acquistato.

È possibile realizzare i codici SixTrue su carta, plastica, ecopelle, poliammide, e altre tipologie di materiali consentendo così grande flessibilità di utilizzo e di applicazione sui prodotti.

PRO:

  • Economico
  • Non duplicabile/falsificabile
  • Leggibile con un normale smartphone/tablet

CONTRO:

Richiede una app dedicata e un collegamento a un server remoto per verificare l’autenticità

RFID UHF e NFC

tag-rfid-nfcLa tecnologia RFID (Radio Frequency IDentification) è la versione più evoluta delle soluzioni di AutoID e comprende al suo interno varie tipologie di prodotti/soluzioni, le più diffuse al momento sono l’UHF (Ultra High Frequency: nome mutuato dalla frequenza di funzionamento) e NFC (Near Field Communication). Il primo tipo grazie alle notevoli distanze di lettura (fino a svariati metri) è utilizzato nel mondo della logistica e della raccolta rifiuti, ma richiede attualmente dei lettori dedicati che i consumatori non hanno e perciò viene utilizzata all’interno di circuiti professionali dove gli operatori vengono dotati di appositi sistemi di lettura.

Il secondo invece grazie alla progressiva diffusione di lettori NFC all’interno di smartphone e tablet, sta sempre più diventando di utilizzo comune fra gli utenti finali.

I dispositivi RFID (detti TAG) hanno nella loro memoria, scritto in fase di creazione del chip in fabbrica un numero univoco e non modificabile da nessuno, a seconda della tipologia di dispositivo questo numero viene chiamato UID o TID: è di fatto la targa del chip che lo rende unico al mondo.

Nel mondo RFID esistono dei sistemi di utilizzo del TID/UID per garantire l’autenticità del TAG anche senza doversi collegare a banche dati interne o esterne al lettore (come ad esempio il Fides Code).

PRO:

  • Non duplicabile/falsificabile
  • Leggibile con un normale smartphone/tablet ( se dotato di lettore NFC)
  • Possibilità di verificare l’autenticità senza collegarsi a database/server interni o esterni (Fides Code)
  • Riscrivibile
  • Leggibile anche se non visibile

CONTRO:

  • Relativamente costoso (decine di centesimi di euro)
  • Richiede una app dedicata e un collegamento a un server remoto per verificare l’autenticità (collegamento remoto non necessario con Fides Code)

RFID NFC + OTP

Questa tecnologia di fatto unisce due tecnologie già esistenti: un tag RFID/NFC e un OTP (One Time Password). In pratica, da vedersi è un normale tag HF/NFC che può essere fornito in versione stickers (label adesiva), oppure in un housing rigido per applicazioni dove serva una certa robustezza e, ancora, sotto forma di badge plastico tipo carta di credito. Con l’aggiunta dell’OTP, ogni volta che il tag viene letto, oltre alla sua area di memoria che contiene i dati che il cliente ha deciso di riportare, genera un codice “one time” che viene utilizzato come password. In questo modo, anche se un malintenzionato intercettasse il link generato dal tag e provasse a reindirizzare il browser a quell’indirizzo, dal momento che questo è già stato utilizzato una volta respinge la richiesta, esattamente come ci succede quando si utilizza il proprio sistema di home banking.

Un vantaggio di questa tecnologia, oltre all’estrema sicurezza, è la praticità del fatto che NON serve avere applicazioni software installate sullo smartphone/tablet rendendone così l’utilizzo agevole da parte di chiunque, al momento, senza dover preventivamente installare alcunché.

PRO:

  • Non duplicabile/falsificabile
  • Leggibile con un normale smartphone/tablet (se dotato di lettore NFC)
  • Riscrivibile
  • Leggibile anche se non visibile
  • Non richiede una app dedicata ma necessita comunque un collegamento remoto al server per verificarne l’autenticità

CONTRO:

  • Relativamente costoso (circa un euro)

RFID+FIDES CODE

fides-codeUn’altra combinazione intelligente che combina i vantaggi dell’identificazione con un sistema di certiticazione è Fides Code (Frequency Identifier Double Encript Security Controlled Operation Dual Encoding). Oggi è usato moltissimo dalle PA per tracciare i rifiuti ma la soluzione si presta bene per ogni tipo di applicazione associata alla lotta alla falsificazione. Si tratta di un algoritmo che, associato all’uso del tag RFID, permette di certificare, in modo univoco, i codici associati a ogni oggetto etichettato, mettendo in relazione il codice pubblico e il codice privato che servono ad effettuare la validazione, garantendo così l’originalità e l’univocità dei tag senza dover accedere a database locali o remoti, garantendo sempre e comunque la veridicità dell’informazione. Fides Code codifica un insieme di informazioni importanti e funzionali ai processi di tracciabilità e rintracciabilità delle informazioni. I dispositivi di lettura, dispositivi di lettura, se programmati in standard Fides Code, sono in grado di effettuare le opportune validazioni di controllo, verificare l’autenticità e riconoscere il tag in modo automatico, garantendo la sicurezza della procedura. Tutto questo senza necessità di avere collegamenti on-line con un server centrale o mediante precaricamento di dati. Questo significa che non bisogna dotare i terminali di lettura di grandi quantità di memoria o avere la necessità di una connessione GPRS per accedere alle informazioni relative alla banca dati.

PRO:

  • Non duplicabile/falsificabile
  • Leggibile con un normale smartphone/tablet
  • Riscrivibile
  • Leggibile anche se non visibile

CONTRO:

  • Relativamente costoso (1 euro)

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